Un po’ di teoria

Un po’ di teoria sul Zhìnéng qìgōng 智能气功

1. Introduzione al concetto di yìshí 意 (coscienza). 

Trascrizione di una conferenza di Pang Ming Traduzione dal cinese di A. Carloni, revisione di A. Panatta

L’impiego di yìshí è fondamentale nel Zhìnéng qìgōng 智能气功,ne costituisce l’aspetto principale. Perché diamo così tanta importanza all’utilizzo di yìshí 意? La definizione di qìgōng 气功 che abbiamo dato in precedenza sottolinea questo aspetto, infatti il qìgōng 气功 è da essa descritto come una pratica che coltiva la coscienza yìshí allo scopo di ottenere un corpo e una mente sani, innalzare il livello di salute della popolazione per arrivare a essere liberi dalle malattie e aprirsi al regno della saggezza oltre il regno dell’intelletto. Ottenere gli stessi risultati senza la pratica interna di yìshí non può essere chiamato qìgōng 气功. Questo per dire quanto è importante l’uso di yìshí 意 nel qìgōng 气功.

Proseguiamo col chiedere: attraverso l’impiego di yìshí 意 è possibile innalzare il livello di salute? Come si può sviluppare un potenziale umano ancora più alto? E in che modo il potenziale umano può incrementare allenando yìshí 意 ?

Per rispondere a queste domande dobbiamo partire da yìshí 意 stessa e dalle sue attività. Che effetti ha yìshí 意? Quali sono gli effetti di particolari pratiche che utilizzano yìshí 意? Tutti devono comprendere a fondo questi argomenti.

Quindi, quando diciamo ‘utilizzare yìshí’ stiamo parlando dell’utilizzo della nostra attenzione e dei nostri pensieri; possiamo anche chiamarla attività del pensiero. Alcuni studenti potrebbero chiedere: “Non stiamo entrando nell’idealismo per studiare yìshí 意?” perché in passato si riteneva che yìshí 意 fosse l’equivalente delle attività mentali, attività interne della mente impossibili da studiare.

Citerò il testo filosofico pubblicato nel 1984 dal Governo Centrale per spiegare questo punto:

“… Nel passato, non sono stati molti gli studi condotti su yìshí. Dagli studi condotti recentemente col qìgōng 气功 e persone dotate di capacità paranormali, le attività di yìshí 意 risultano avere validità. Si tratta di un argomento che merita di essere approfondito tramite la ricerca.”

Questo indica il fatto che anche alcuni circoli filosofici stanno iniziando la ricerca nel campo delle attività di yìshí.

Inoltre, lo studio degli effetti di yìshí 意 sulla materia è considerato un argomento valido per la ricerca, esplicitamente indicato come degno di particolare interesse. Quindi come studenti di qìgōng 气功, quando discutiamo la relazione tra yìshí 意 e i suoi effetti sulla materia, o anche il passo successivo e cioè che yìshí 意 costituisce di per sé un tipo di materia, non dovremmo avere alcuna esitazione. Anche il nostro Governo centrale ha confermato questo nelle sue pubblicazioni.

Affrontare la questione di come sviluppare questo approccio filosofico spetta ai circoli filosofici. Noi siamo interessati solo alla comprensione dal punto di vista del qìgōng 气功, quindi consideriamo l’argomento da tale prospettiva. Per esaminare yìshí 意 e il motivo per cui ha una così grande influenza sugli esseri umani nell’ottica del qìgōng 气功 devo innanzitutto precisare che l’utilizzo di yìshí non riguarda solo i praticanti di qìgōng 气功, ma anche le persone ordinarie. L’impiego di yìshí 意 infatti può avere grandi conseguenze sul complesso delle attività vitali: per questo cominciamo proprio da questo argomento e cioè dagli effetti di yìshí sulle attività vitali.

Yìshí 意 stessa è un’attività mentale speciale di alto livello disponibile per gli esseri umani. E’ costruita sulle attività delle cellule cerebrali ed è formata attraverso il processo di sviluppo umano, un’attività sensoriale di alto livello. Gli studi attuali in campo medico e psicologico riconoscono che yìshí 意 ha un ruolo di controllo sul complesso delle attività vitali. Quando osserviamo la questione dalla prospettiva più elevata del qìgōng 气功, non è così semplice. Esistono ulteriori livelli di effetti che yìshí 意 può avere sulle attività vitali.

2. Breve introduzione allo 意元体 yìyuántǐ

Da: Pang Ming, L’essenza della scienza del Zhineng Qigong. Traduzione dal cinese di A. Carloni

La teoria di 意元体 yìyuántǐ è una parte costituente della teoria olistica 混元 hùnyuán, una delle teorie di base del Zhineng Qigong. La teoria olistica 混元 hùnyuán è stata spiegata dettagliatamente nel testo “Le basi della scienza del 智能气功 Zhìnéng qìgōng: la teoria olistica 混元 hùnyuán”, qui mi limito a illustrare com’è costituito lo 意元体 yìyuántǐ, come funziona e come genera i cambiamenti.

  1. Il concetto di 意元体 yìyuántǐ

(a). La formazione dello 意元体 yìyuántǐ.

Lo 意元体 yìyuántǐ è invisibile, senza forma, indistinto e uniforme, compatibile con la struttura del cervello. Ha come centro il centro del cervello e si diffonde all’interno e all’esterno del cervello, intorno al corpo e al suo esterno.

Lo 意元体 yìyuántǐ è lo 混元气 hùnyuán qì del sistema nervoso, costituito dallo 混元气 hùnyuán qì di tutte le cellule nervose del corpo umano. Le trasformazioni fisiche, chimiche e biologiche delle cellule nervose (in particolare delle cellule cerebrali) si basano tutte sullo 意元体 yìyuántǐ che ha comunque una sua esistenza indipendente e può reagire con le cellule nervose stesse.

Lo 意元体 yìyuántǐ contiene tutte le informazioni vitali dell’essere umano, come quella che nella fisica moderna è chiamato “stato caotico”, riceve qualsiasi informazione e riflette le funzioni delle cose: ha la capacità di conservare, integrare, analizzare ed estrarre le informazioni e di emettere comandi. Fintanto che non riceve uno stimolo oggettivo esso mantiene uno stato di uniformità indistinta, simile a quello che gli antichi definivano “quiete assoluta”; appena riceve uno stimolo però si producono immediatamente reazioni ed effetti, stato che gli antichi descrivevano: “percepisce e risponde immediatamente”. Possiamo utilizzare l’esempio dello specchio: quando non ha davanti niente lo specchio è vuoto, quando si trova davanti un oggetto ne riflette l’immagine. Lo specchio tuttavia ha una sola dimensione e può riflettere soltanto le proprietà ottiche dell’oggetto in questione.

Lo 意元体 yìyuántǐ invece è illimitato e può riflettere qualsiasi caratteristica di ogni oggetto oltre alle sue stesse caratteristiche (di 意元体 yìyuántǐ). Il collegamento tra lo 意元体 yìyuántǐ e il mondo esterno e le modalità di reazione costituiscono l’attività della coscienza.

(b) Il legame di 意元体 yìyuántǐ e sistema nervoso. 

Le caratteristiche di 意元体 yìyuántǐ descritte sopra sono determinate dalle proprietà delle cellule nervose. Sappiamo che le cellule nervose sono diverse dalle altre cellule, nel processo metabolico non si limitano ad assorbire ed espellere sostanze (come per esempio ioni idratati e molecole organiche), ma hanno la funzione di ricevere e inviare informazioni come vettori d’energia.

Questo porta le cellule nervose ad avere ampi canali di collegamento col mondo esterno e contenuti vasti, questo tipo di capacità inoltre si perfezionano continuamente seguendo l’evoluzione del sistema nervoso.

Secondo la teoria olistica 混元 hùnyuán qualsiasi sostanza fisica concreta è formata dall’aggregarsi dello 混元气 hùnyuán qì e intorno a essa si trova lo 混元气 hùnyuán qì più sottile. Per questo, quando le cellule nervose si addensano in una certa misura, lo 混元气 hùnyuán qì che circonda ogni cellula si compenetra fondendole in un’entità olistica integrata. Quest’entità olistica risponde alle trasformazioni delle cellule nervose e può influenzarle a sua volta. Nell’evoluzione da animali a esseri umani il sistema nervoso si è sviluppato moltissimo differenziandosi in maniera sofisticata, rafforzando le capacità delle cellule nervose di ricevere ed emettere energia e informazioni.

Con l’ampliarsi dei limiti dell’entità olistica costituita dall’unione dello 混元气 hùnyuán qì intorno alle numerose cellule nervose, anche nelle funzioni si sono verificati grandi cambiamenti: non rispondono più solamente agli stimoli del mondo esterno ma sono anche in grado di riflettere tutte le trasformazioni che avvengono all’interno. Visto che ha una sua propria individualità non ci riferiremo più a esso come allo 混元气 hùnyuán qì del sistema nervoso ma lo chiameremo 意元体 yìyuántǐ.


Da quanto detto sopra si evince che l’attività dello 意元体 yìyuántǐ è influenzata dalle trasformazioni delle cellule nervose. Secondo la teoria olistica 混元 hùnyuán, lo 混元气 hùnyuán qì senza forma può condensarsi in sostanza fisica, la conseguente attività dello 意元体 yìyuántǐ può influenzare le cellule nervose e la formazione delle sostanze fisiche legate a esse. Questo è il rapporto dialettico tra cellule nervose e 意元体 yìyuántǐ.

(c) Lo 意元体 yìyuántǐ contiene tutte le informazioni vitali.

Considerando l’evoluzione della specie, l’umanità rappresenta il risultato di un lungo processo di evoluzione biologica. Nell’evoluzione dagli organismi unicellulari fino agli animali più complessi, ogni passaggio ha comportato l’unione dell’organismo con le informazioni del mondo esterno, da questo si è sviluppata l’evoluzione.

Arrivati allo stadio dell’essere umano, l’organismo contiene già numerose informazioni biologiche, dal livello inferiore a quello superiore. Il filosofo tedesco Eucken afferma:

“L’essere umano rappresenta il punto più alto dell’evoluzione, per questo reca in se stesso tutto quanto lo ha preceduto. Come se il seme contenesse in sé tutto quello che c’è stato prima dell’albero. In una frase, l’essere umano è inevitabilmente una piccola immagine dell’universo. (2)

Ci si potrebbe domandare: Se l’essere umano è così evoluto, com’è possibile che conservi informazioni biologiche di basso livello? Per chiarire questo punto basta osservare l’evoluzione del corpo umano. Tutti noi esseri umani ci sviluppiamo gradualmente a partire da un semplice zigote, un’ unica cellula: qualsiasi cellula del corpo umano mantiene l’eredità genetica dello zigote. Inoltre le terminazioni nervose presenti in ogni parte del corpo mantengono uno stretto legame con essa. Per questo le informazioni vitali di ogni parte del corpo sono necessariamente aggregate nello 意元体 yìyuántǐ.

(d) Lo 意元体 yìyuántǐ è una particolare forma di materia. 

Lo 意元体 yìyuántǐ è un tipo di sostanza diversa da quelle conosciute dalla scienza moderna e non corrisponde a nessun ambito di quelli da essa contemplati, è caratterizzato da uno stato di uniformità e quiete che può essere definito come stato 0 (attenzione: 0 non significa assenza di qualsiasi cosa, quanto assenza di distinzione nello stato di uniformità. Qualsiasi sostanza quando viene divisa fino all’infinitamente piccolo raggiunge questo stato 0 di uniformità).

La scienza moderna riconosce l’esistenza di una struttura concreta e di una struttura di campo per la materia; per quanto riguarda lo spazio esistono le linee monodimensionali, le superfici piatte bidimensionali, i corpi tridimensionali (definiti da larghezza, altezza e profondità), e l’unione delle tre dimensioni spaziali con la quarta dimensione, il tempo. Quanto detto sopra in merito alla forma di esistenza della materia e della dimensione di spazio e tempo può essere sia considerato dal punto di vista della materia che argomentato dal punto di vista della razionalità.

Lo 意元体 yìyuántǐ è una dimensione peculiare e a parte, che non coincide né con la materia né con lo spazio e il tempo come descritti sopra: possiamo chiamarla per un momento pensiero. Il pensiero, nella filosofia e nella scienza moderne è ritenuto essere la mente soggettiva all’opposto della realtà oggettiva.

Nella teoria del 智能气功 Zhìnéng qìgōng 意识 yìshí e 意元体 yìyuántǐ coincidono ma non completamente. L’attività di 意识 yìshí si basa su 意元体 yìyuántǐ, 意识 yìshí è il movimento delle informazioni all’interno di 意元体 yìyuántǐ. Quindi, 意识 yìshí e 意元体 yìyuántǐ sono inseparabili, il legame tra i due è paragonabile a quello tra l’acqua e l’onda, stretto e reciproco. Basta che ci sia l’informazione di un oggetto concreto o il concetto, e subito ci sono anche le distinzioni: ecco che 意元体 yìyuántǐ è immediatamente occupato da 意识 yìshí e non è più né sensibile né uniforme.

In altre parole, 意识 yìshí è lo stato di movimento di 意元体 yìyuántǐ, mentre 意元体 yìyuántǐ è lo stato originario prima e dopo l’attività di 意识 yìshí. 意元体 yìyuántǐ è come il mondo soggettivo e la realtà oggettiva insieme. Può essere sperimentato in uno stato di 气功 qìgōng di alto livello in cui la coscienza conosce tutto attraverso la percezione. 意元体 yìyuántǐ è la base che genera l’attività di 意识 yìshí . Nel neonato o nel feto nelle ultime settimane della gravidanza 意元体 yìyuántǐ è già formato anche se l’attività di 意识 yìshí è ancora assente. Da questo si comprende che non è necessario che ci sia l’attività di 意识 yìshí perché esista 意元体 yìyuántǐ.

Il movimento dello hùnyuán qì 混元气 umano

Da: Pang Ming, La teoria olistica Hunyuan. Traduzione dal cinese di A. Carloni

I quattro tipi di movimento dello hùnyuán qì 混元气 – aprire/chiudere, dentro/fuori, raccogliere/ disperdere e trasformare – possono essere suddivisi in due parti:

  1. la prima comprende aprire/chiudere, dentro/fuori, raccogliere/disperdere
  2. la seconda è huà 化, trasformare.

Il primo gruppo di movimenti tende alla trasformazione e crea le condizioni perchè essa abbia luogo, mentre huà 化 è la trasformazione stessa. In realtà non c’è distinzione tra essi e nessun tipo di movimento può esistere senza gli altri.

I movimenti di aprire/chiudere, dentro/fuori, raccogliere/ disperdere dello hùnyuán qì 混元气umano

Questi tre movimenti avvengono su due livelli: sull’interfaccia che separa il corpo umano dal mondo esterno e all’interno, dentro i tessuti e tra di essi. I movimenti dello shén 神 e del qì 气 si manifestano attraverso xíng 形(la forma, il corpo), e quindi descriveremo questi movimenti dall’aspetto del corpo.

I movimenti dello hùnyuán qì 混元气 nelle zone di contatto tra il corpo e l’esterno.

Il corpo umano contatta il mondo attraverso la pelle e la mucosa. Le mucose sono le zone del corpo rivestite di membrane che conducono al mondo esterno. Comprendono la bocca, le narici, la trachea, la mucosa lungo di essa, l’epitelio degli alveoli polmonari, la mucosa dell’esofago, dello stomaco e dell’intestino; l’intero apparato digerente, comunque, è un’interfaccia tra il corpo umano e il mondo esterno.

In queste aree il movimento dello hùnyuán qì 混元气 è principalmente aprire/chiudere, dentro/fuori. Nella teoria olistica hùnyuán 混元 i punti in cui il corpo si connette con l’esterno includono i passaggi per sostanze dotate di forma, come i pori della pelle per il sudore, ma anche quelli per il qì 气 senza forma, come per esempio gli agopunti e altri pori sottili. La pelle può aprirsi per rilasciare sostanze materiali come sudore, sebo e acqua, ma può anche assorbirle, come nel caso di lozioni applicate dall’esterno. La membrana epiteliale del tratto respiratorio può assorbire ossigeno ed espellere biossido di carbonio, e la membrana dello stomaco e dell’intestino può assorbire acqua e nutrimento ed espellere scorie. Tutto ciò si realizza attraverso i movimenti di aprire/chiudere, dentro/fuori.

La maggior parte delle persone non è consapevole di quanto la coscienza influenzi il meccanismo di apertura e chiusura del qì 气. La coscienza può guidare questi mutamenti sulla superficie o in profondità nel corpo, non solo attraverso le emozioni (che di solito non riusciamo a controllare) ma anche tramite istruzioni impartite attivamente, fatto che vale anche per la trasformazione huà 化. I principi del Zhìnéng Qìgōng 智能气功 per l’utilizzo della coscienza si basano su queste leggi naturali.

I movimenti di aprire/chiudere, entrare/uscire, raccogliere/ disperdere all’interno dei tessuti.

Il corpo umano è un sistema composto da vari livelli. Nella scienza medica moderna è diviso in diversi sotto sistemi, ciascuno a sua volta ripartito in organi, tessuti e cellule. Anche la teoria olistica hùnyuán 混元 suddivide l’intero hùnyuán 混元 in vari livelli o sotto sistemi. Ogni sotto sistema appartiene all’unità ma è piuttosto indipendente e dotato delle proprie interfacce morfologiche. I tessuti e gli organi, per esempio, sono avvolti dalle membrane, come le ossa, i muscoli, i nervi, i vasi sanguigni e anche le cellule. Anche i nuclei e i mitocondri sono ricoperti da membrane. Queste membrane costituiscono le interfacce tra l’oggetto e l’ambiente e quindi è in esse che hanno luogo i movimenti di aprire/chiudere, entrare/uscire e raccogliere/disperdere. La forza di questi movimenti deriva fondamentalmente dai cambiamenti di intensità nello hùnyuán qì 混元气 causati dal metabolismo dei tessuti. Per esempio, anche se le cellule e le loro reazioni biochimiche differiscono le une dalle altre, tutte comunque utilizzano la membrana cellulare per preservare la loro individualità nell’ambiente. E allo stesso tempo le cellule si connettono all’ambiente tramite i movimenti dello hùnyuán qì 混元气 attraverso le stesse membrane. Quando la pressione dello hùnyuán qì 混元气 all’interno della cellula è alta, la membrana cellulare si apre e il qì 气 lascia la cellula per unirsi allo hùnyuán qì 混元气 dell’intero corpo.

Contemporaneamente la cellula assorbe lo hùnyuán qì 混元气 dell’ambiente attraverso in movimento di chiusura verso l’interno.

I tre meccanismi di apertura/chiusura, dentro/fuori e raccogliere/disperdere costituiscono il fondamento per il meccanismo di trasformazione. Questo accade sia sulla superficie che all’interno dei tessuti. Alcune trasformazioni avvengono a livello materiale, coinvolgendo le macromolecole delle sostanze, mentre altre accadono a livello del qì 气 invisibile. La hùnhuà 混化 materiale di solito accade in alcune parti precise del corpo come per esempio gli intestini, mentre la hùnhuà 混化 immateriale accade in tutta l’entità olistica.

Nella teoria hùnhuà 混化 affermiamo che il termine hùnhuà 混化 si riferisce al processo di trasformazione di due o più sostanze. Le sostanze più complesse si scompongono diventando lo hùnyuán qì 混元气 semplice delle parti che le compongono, che continuano poi a reagire con l’altra sostanza fino a fondersi con essa. La scomposizione del sistema più complesso in una nuova sostanza con un nuovo hùnyuán qì 混元气 si protrae fino a che il sistema complesso è reso abbastanza semplice da potersi armonizzare con l’intero. Nel corpo umano il processo di hùnhuà 混化 si verifica sia nelle interfacce esterne che nelle superfici interne dei tessuti.

Hùnhuà 混化 a livello dell’interfaccia esterna indica principalmente i processi che avvengono nello stomaco, negli intestini e nelle mucose, quei tratti rivestiti di membrane dove solitamente ha luogo il primo passaggio dello hùnhuà 混化 materiale. Mentre il cibo ingerito subisce il processo di hùnhuà 混化 nello stomaco perde le sue caratteristiche originarie: i fluidi digestivi lavorano la sostanza e il campo di hùnyuán qì 混元气 dello stomaco e dell’intestino fa lo stesso. Lo hùnyuán qì 混元气 originario del cibo è decomposto in piccole unità di vari livelli. Durante il processo digestivo, le sostanze esterne sono mischiate con lo hùnyuán qì 混元气 del corpo umano attraverso la loro scomposizione in parti assimilabili alle cellule del corpo. Per fare un esempio molto semplice, se il latte viene iniettato direttamente nei muscoli senza passare per l’apparato digerente causa febbre, ma se viene digerito il corpo lo assimila naturalmente e non si verifica nessun problema.

Lo hùnyuán qì 混元气dell’ossigeno assorbito attraverso i polmoni e il nutrimento assorbito dallo stomaco possono essere assimilate dal metabolismo umano solo dopo che il processo è avvenuto a livello cellulare.

Per le cellule del corpo, il metabolismo sia energetico (di grassi e zuccheri) che materiale (sintesi e decomposizione delle proteine) è un processo di trasformazione complesso che coinvolge sia l’energia che la struttura materiale. Il metabolismo energetico, per esempio, coinvolge diversi tipi di enzimi, la cui produzione richiede a sua volta altri enzimi e così il processo diventa una casata di applicazioni di enzimi. Inoltre, il metabolismo cellulare non è influenzato solo da fattori genetici ma anche dagli ormoni e dal sistema nervoso. Non si tratta di un processo semplice ma di una reazione hùnhuà 混化 sistematica e a catena.

Dopo che la vita umana ha inizio, la coscienza è indipendente e lo hùnyuán qì 混元气 delle cellule cerebrali, yìyuántǐ 意元体, è molto diverso dall’altro hùnyuán qì 混元气 e ha un contenuto di hùnhuà 混化 unico.

L’attività della coscienza è diversa da tutte le altre attività vitali, perché queste attività diventano esse stesse oggetto della coscienza. E così la coscienza diviene il maestro della vita e nonostante la sua indipendenza è comunque unificata con l’intero. Il processo di armonizzazione tra la coscienza e le altre attività vitali è esso stesso un processo di hùnhuà 混化.

Hùnhuà 混化 nella vita umana comprende il processo di assorbimento e quello di interazione col mondo esterno. Quando gli esseri umani interagiscono con sostanze esterne, infondono la mente e il qì 气 nella materia e ne causano il cambiamento. Questo è un altro processo di hùnhuà 混化.

Lo stesso avviene quando le persone cercano di comprendere una sostanza esterna, l’informazione che ricevono causa ancora un procedimento di hùnhuà 混化.

Esistono due tipi di hùnhuà 混化 cosciente:

  • uno è attraverso l’attenzione attiva
  • l’altro attraverso quella passiva.

Sia che gli esseri umani portino attenzione attivamente a una sostanza esterna, sia che ricevano passivamente l’informazione da essa, comunque esercitano un effetto su tale sostanza. Se si presta attenzione all’informazione la coscienza viene infusa nella sostanza esterna, e allo stesso tempo questo scambio lascia un’impressione nella coscienza umana.

Il Sé secondo Páng Míng

Da: Pang Ming, La teoria olistica Hunyuan. Traduzione dal cinese di A. Carloni

Sebbene il sé sia un concetto piuttosto conosciuto e utilizzato nella lingua di tutti i giorni, molte persone non sanno bene di che cosa si tratti e che cosa sia questo “sé”.

  1. La definizione del Sé in psicologia

Il Sé a cui ci riferiamo non è l’io di cui parla Freud (1856-1939). Freud riteneva che la psiche potesse essere divisa in tre parti: io, super io ed es. Sempre secondo Freud, l’es è la parte impulsiva e infantile della psiche che opera seguendo il ‘principio di piacere’, preoccupandosi solo di quello che vuole senza considerare le conseguenze. Il super io è la componente morale della psiche, che non contempla circostanze eccezionali nelle quali la scelta moralmente corretta potrebbe non essere giusta per una particolare situazione. L’io razionale cerca l’equilibrio tra l’eccessivo edonismo dell’es e l’altrettanto eccessivo moralismo del super io; è la parte della psiche che di solito si riflette maggiormente nelle azioni di una persona.

Lo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung (1875-1961), pensatore influente e fondatore della psicologia analitica (conosciuta anche come psicologia Junghiana) definisce il Sé come una combinazione di conscio e inconscio e di conseguenza è più completo dell’io. Solo quello che è associato con l’io può divenire conscio. Nella psicologia Junghiana il Sé è la parte della psiche che organizza e dirige il resto della psiche: l’io, la mente conscia, l’inconscio individuale e tutti gli altri elementi della nostra psiche. In altre parole, è il centro della psiche a cui le altre parti della psiche sono connesse e subordinate.

  1. La visione del sé nel Buddismo

Nel Buddismo, la consapevolezza di avere un Sé dentro il corpo che comanda le attività vitali è considerata illusoria e per questo nel Buddismo esistono diversi insegnamenti relativi a come liberarsi dal Sé.

  1. La definizione del Sé nella teoria olistica Hùnyuán 混元

Nel Zhìnéng qìgōng 智能气功 riconosciamo l’esistenza oggettiva del sé. Il sé è la condizione che si verifica quando yìyuántǐ 意元体 (hùnyuán qì 混元气 del sistema nervoso centrale) ha stabilito le connessioni con le attività vitali ed è capace di mantenere l’indipendenza mentre interagisce col mondo esterno.

Il riflesso di tale attività in yìyuántǐ 意元体 stesso è detta ‘coscienza del sé’ e si basa sulla combinazione delle attività vitali con il sistema di riferimento. E’ il comandante delle attività vitali, negli aspetti sia microscopici che macroscopici. Comprende il mondo oggettivo, il corpo, yìyuántǐ 意元体 stesso e l’attività di yìyuántǐ 意元体; può interagire con tutto quello che c’è nell’universo. L’aspetto più significativo è che il sé può lavorare indipendentemente in una certa misura (per esempio per quanto riguarda il pensiero, l’immaginazione, il progettare). In senso stretto il sé è formato solo dalle funzioni di yìyuántǐ 意元体 di ricevere, emettere e processare le informazioni, mentre il sistema di riferimento non ne fa parte. Il sistema di riferimento, infatti, è soltanto il modello utilizzato quando yìyuántǐ 意元体 è nell’esercizio delle sue funzioni. Comunque sia non dovremmo ignorare il ruolo del sistema di riferimento nel sé perché yìyuántǐ 意元体 non può funzionare senza un sistema di riferimento. Per questo motivo, in quanto aspetto funzionale di yìyuántǐ 意元体, il sé non è separabile dal sistema di riferimento.

4. La relazione tra il sé e le attività vitali dell’individuo.

Le attività vitali dell’individuo sono la base dell’esistenza del sé.

Yìyuántǐ 意元体 si sviluppa solo quando il sistema nervoso è arrivato a un determinato grado di evoluzione. In altre parole, senza le attività vitali a livello cellulare yìyuántǐ 意元体 non può formarsi. Gli stimoli ricevuti dall’interazione tra individuo e società sono essenziali per lo sviluppo delle cellule cerebrali (e di yìyuántǐ 意元体), in caso contrario lo sviluppo del sistema nervoso non sarebbe completo.

Il sistema di riferimento di yìyuántǐ 意元体 si forma attraverso le funzioni dei vari organi (in particolare degli organi di senso) e si sviluppa grazie alla ricezione delle informazioni dal mondo esterno (incluso il corpo) e al processo di riflesso e risposta a tali informazioni. Senza le attività vitali dei vari organi non sarebbe possibile sviluppare il sistema di riferimento di yìyuántǐ 意元体, sistema che comprende modelli di riferimento per vari campi tra cui la scienza, l’arte, il dàodé.

Il sé si costruisce attraverso le attività vitali dell’individuo. Dopo la formazione iniziale del sistema di riferimento e con il progressivo rafforzamento delle connessioni tra yìyuántǐ 意元体 e attività vitali, le differenze tra il corpo di un individuo e ciò che lo circonda iniziano a definirsi nel sistema di riferimento. Come conseguenza di questa differenziazione, l’individuo diventa indipendente da ciò che lo circonda. Questo processo di indipendenza accade naturalmente all’interno di yìyuántǐ 意元体 anche se il bambino non ne è chiaramente cosciente. Quando le attività vitali sono nettamente distinte dall’ambiente circostante grazie al sistema di riferimento, yìyuántǐ 意元体 con il sistema di riferimento al suo interno) inizia a guidare le attività vitali. Questa è la formazione iniziale del sé.

In generale, nel processo vitale di un individuo, il sé passa attraverso una serie di mutamenti e si divide in ‘sé ideale’, ‘sé reale’, ‘sé naturale’, ‘sé sociale’, ecc… ma tutti questi sé si fondano sul sistema di riferimento. Per questo motivo, operare dei cambiamenti significativi nel sistema di riferimento non è semplice. Il sistema di riferimento ha una grande influenza su idee quali il rispetto di sé, i valori ecc…Comunque, in certe condizioni il sé può trasformarsi: l’uso cosciente della mente per coltivare il dàodé 道德 ha esattamente questo obiettivo.

Il ‘sé ideale’ si trova in chi ha raggiunto un livello di esistenza caratterizzato da autenticità, virtù e bellezza. Ciò è possibile quando la coltivazione del dàodé 道德 giunge a un grado ideale, in cui le caratteristiche di autenticità, virtù e bellezza si uniscono per diventare uno.

Autenticità‘ Indica la condizione originale di una sostanza oggettiva o di un problema. Essere autentici significa riflettere correttamente e riconoscere la sostanza oggettiva o il problema (comprese le questioni sociali e tutti gli eventi naturali). Nella scienza moderna descriviamo la condizione reale basandoci sul pensiero logico. Essere autentici vuol dire trattare gli altri con la condizione psicologica autenticamente presente. In questo atteggiamento sono insiti due aspetti: uno è benefico per la attività vitali ed è strettamente collegato alla virtù, l’altro è il rivelare direttamente l’emozione negativa presente nella mente. Nonostante il secondo aspetto possa essere un’indicazione di autenticità, non è necessariamente virtuoso. Essere virtuosi significa agire o pensare in un modo che sia benefico per lo sviluppo degli altri (inclusi noi stessi) e della società.

Nella scienza del qìgōng 气功, sono definite virtuose un’azione o un’idea che tengano conto dell’unità olistica tra essere umani, società e natura e le arrechino beneficio. A questo scopo è necessario avere una corretta comprensione dell’unità olistica tra esseri umani e natura e mettere in pratica tale comprensione. Questa pratica è un riflesso autentico del mondo oggettivo e un’azione virtuosa per la società (autenticità e virtù sono unite).

Generalmente autenticità, virtù e bellezza sono strettamente collegate. La virtù espressa da una condizione autentica è senz’altro qualcosa di molto bello. La bellezza è un’espressione di armonia e porta piacere agli altri. Nella teoria olistica Hùnyuán 混元, autenticità, virtù e bellezza sono facce diverse del sé olistico, un sé che è giunto al livello di libertà tale per cui “non si conforma alle regole, eppure le rispetta”, uno stadio di unione di autenticità, virtù e bellezza.

Il dàodé 道德 è il fondamento interno dell’essenza umana

Da: Pang Ming, La teoria olistica Hunyuan. Traduzione dal cinese di A. Carloni

Se comprendiamo il vero sé allora sappiamo che costituisce la vera essenza dell’essere umano. Il vero sé è l’esistenza conscia e libera del movimento vitale, la manifestazione di una mente consapevole. E’ la parte della coscienza che è consapevole di se stessa. Per questo l’identità fondamentale umana si manifesta attraverso le relazioni sociali riflesse nella struttura di riferimento di yìyuántǐ 意元体.

La coscienza del dàodé 道德 è uno strato profondo dell’attività della coscienza.

La teoria della coscienza afferma che la coscienza umana comunemente include quattro aspetti diversi:

  1. coscienza scientifica
  2. coscienza artistica
  3. coscienza del dàodé 道德
  4. coscienza del qìgōng 气功

Di queste, la coscienza del dàodé 道德 rappresenta il livello più profondo e la radice fondamentale. Vediamo perché.

Il dàodé 道德è il fondamento interno dell’essenza umana.

1.La coscienza del dàodé 道德 è un’impressione che si forma nei primissimi momenti dell’esistenza al livello più profondo della struttura di riferimento di yìyuántǐ 意元体.

Secondo la teoria della coscienza, nel feto e al momento della nascita, yìyuántǐ 意元体 è lo yìyuántǐ 意元体 originario, cioè a questo stadio l’individuo è cosciente solo attraverso l’istinto umano naturale. Quando il bambino è felice di ricevere il latte dalla madre, questo mostra come abbia combinato il giudizio emotivo di buono o cattivo con la capacità originaria di discernimento che è l’origine del dàodé 道德.

Il primo campo della coscienza del bambino è fondato per gestire le relazioni con gli altri. Questo è l’inizio dell’ego individuale e dei fenomeni emotivi, con un aspetto del sé che controlla il movimento vitale nel corpo e l’altro aspetto che inizia a costruire le relazioni con gli altri. Ciò dimostra che il vero sé si basa sull’attività vitale del corpo e sul dàodé 道德.

Il dàodé 道德 è il fondamento, la base interna dell’essenza umana: si forma per primo, seguito poi dalla coscienza individuale e dal linguaggio che si sviluppano in seguito. E’ la prima impronta nel sistema di riferimento: impiega molto tempo a giungere a maturità perché il dàodé 道德 umano si sta ancora evolvendo, mentre il linguaggio e la coscienza a esso relativo sono già maturi.

Il dàodé 道德 si sviluppa coerentemente con la cultura umana

Il dàodé 道德 si evolve e continuerà a evolversi in armonia con la cultura materiale e interiore degli esseri umani. Storicamente, le persone si sono unite in gruppi e quei gruppi hanno formato le società: questo ha causato mutamenti fondamentali nei metodi di produzione e ha creato nuovi modelli di vita. Quando le relazioni umane cambiano in questo modo, la nuova visione del dàodé 道德 corrispondente alle nuove modalità di vita entra in conflitto con quella relativa alla modalità precedente. Dal momento in cui la nuova visione del dàodé 道德 è accettata ampiamente, la società migliora e con essa l’essenza della qualità umana. La storia dell’intera evoluzione umana è la storia dell’evoluzione dell’essenza dello stato di esistenza umana.

Senza l’uso cosciente delle proprie leggi lo sviluppo della coscienza del dàodé 道德 è stato un processo lento nella storia. Al giorno d’oggi la scienza del qìgōng 气功 può utilizzare le leggi che guidano il processo dello sviluppo del dàodé 道德 per velocizzare l’evoluzione dell’essenza umana. Con l’uso cosciente della consapevolezza e della conoscenza le persone possono migliorare attivamente se stesse.

Breve estratto da “La regolazione del respiro nel Zhìnéng Qìgōng”, quarto capitolo de “L’essenza della scienza del Zhìnéng Qìgōng” del Dott. Páng Míng.

Traduzione dal cinese di Amanda Carloni, per chi vuole il documento in pdf completo è scaricabile qui con l’offerta simbolica di 5€

“Come praticare bene la regolazione del respiro.

Se vogliamo trasformare efficacemente la nostra vita attraverso la regolazione del respiro, ci servono tre cose. La prima è scegliere un metodo di che funzioni. La scelta del metodo dovrebbe essere basata sulle proprie necessità fisiche e l’uso corretto dei metodi richiede la padronanza di vari elementi relativi alla regolazione del respiro. La seconda è capire lo scopo e la funzione della regolazione del respiro, specialmente per coglierne correttamente l’essenza. La terza è allenarsi seriamente seguendo le regole dei metodi appositi.

C’è una pausa tra inspirazione ed espirazione e c’è una pausa tra espirazione ed inspirazione, come ad esempio:

           Pausa               Pausa

Inspira—— → Espira—— → Inspira

La funzione del corpo può essere migliorata prolungando la pausa. L’effetto della pausa è rafforzare la stabilità della mente…

Regolando il respiro, si può cambiare in meglio la personalità. La respirazione può anche cambiare il rapporto con le persone intorno a noi. Se il dialogo tra le parti non è fruttuoso, significa che le attività vitali non sono coordinate: il modo migliore per coordinarsi è avere lo stesso respiro, il che rende più facile andare d’accordo con le persone intorno a noi.

Dopo aver compreso il metodo di regolazione del respiro, padroneggiato tutti gli elementi di regolazione del respiro e chiarito lo scopo e la funzione di questa attività, è necessario allenarsi. Per praticare è necessario conoscere e tenere presenti alcune norme, altrimenti ci troveremo a sprecare il doppio delle energie per ottenere la metà del risultato, con il rischio di avere effetti collaterali.

La regolazione del respiro deve essere eseguita sulla base del rilassamento. Se il corpo non è rilassato (soprattutto la vita), il respiro e il qì non affonderanno facilmente. In questo caso, se si forza la respirazione addominale, possono verificarsi senso di soffocamento, di costrizione toracica , ecc. Se la mente non è tranquilla, non è facile rendere il respiro profondo, sottile, uniforme e lungo come richiesto da questa pratica. Nel Qìgōng si dice che calmando la mente il qì  si acquieta e che se la mente è in pace il qì è armonioso. Una buona combinazione di rilassamento e regolazione del respiro permette al qì vero di svilupparsi al meglio.

Quindi qual è l’obiettivo finale della regolazione del respiro? L’obiettivo finale è esercitare la coscienza, migliorare la capacità della mente di controllare il corpo e cambiare lo stato mentale. Tutti i metodi sono stampelle, non lo scopo: lo scopo è imparare a concentrare la mente e usare attivamente la coscienza.“

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Per conoscere meglio il Zhineng qigong, visitate la nostra pagina dedicata a questa antica pratica.  Inoltre, sul nostro blog  sono presenti altri interessanti approfondimenti.

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