Zhítuǐ zuò (Seduti con le gambe distese)

(Trascrizione da una lezione di Pang Ming. Traduzione dal cinese di A. Carloni)




I.

Oggi voglio parlarvi del rilassamento della vita. Potreste pensare che l’argomento sia già stato trattato a sufficienza e desiderare che passassimo a parlare delle membrane. Continuiamo ancora con il rilassamento della vita invece, perché l’anno scorso (il 2000) prima delle vacanze ho chiesto a tutti di preparare alcune annotazioni riguardo alle esperienze personali riscontrate nel corso della pratica. Devo dire che attraverso la pratica di “Seduti con le gambe distese” molti di voi hanno avuto risultati significativi, ma siamo ancora troppo lontani dall’obiettivo che ci eravamo ripromessi di raggiungere. Ho riflettuto molto sul perché: quando praticate questa posizione siete in grado di mantenerla fino a due ore, allora per quale motivo siamo ancora così lontani? Evidentemente quando vi ho insegnato non sono stato abbastanza meticoloso.

Sebbene la nostra illustrazione del metodo di stare seduti con le gambe distese per rilassare la vita sia molto più accurata rispetto alle tecniche antiche, bisogna riconoscere che nel complesso non è ancora sufficiente.

Quello che dobbiamo tenere presente adesso è che non stiamo praticando in maniera comune, ma stiamo lavorando a partire dall’interno: diciamo che il metodo di rilassamento della vita è alla base dello studio del Tàijíquán, ma questo è anche il contenuto fondamentale della disciplina. Perciò praticare il rilassamento della vita in questo modo significa praticare a un livello più profondo. In ogni stadio della pratica del Tàijíquán si presta molta attenzione alla zona della vita. Vista l’importanza della questione ho approfondito nuovamente molti testi sul Tàijíquán, che non si sono tuttavia rivelati sufficienti per permettermi di insegnarvi a praticare il rilassamento della vita in modo da trarne il massimo beneficio. Mi sono rivolto allora allo Xíngyìquán, altra arte marziale a cui mi sono dedicato in passato: molte persone ritengono che lo Xíngyìquán sia uno stile esterno e che alleni una forza dura preparando solo al combattimento. Al contrario, nello Xíngyìquán quello che si allena è la trasformazione del Qi: in passato la pratica dello stile era interna e che cosa comportava? Quello che veniva chiamato “raggiungere il vero superando i limiti umani”. Le tecniche daoiste, buddhiste e confuciane sono fondamentalmente coerenti su questo punto. Il processo di “raggiungere il vero superando i limiti umani” è un processo di trasformazione della qualità del Qi, quello che in passato veniva indicato dall’espressione “raggiungere il vero superando i limiti umani” indica principalmente tecniche di coltivazione, che dal punto di vista del Qigong e delle arti marziali non avviene a livello di yìshí, coscienza: si tratta di modificare il Qi, trasformandone la qualità in modo tale che il Qi dell’essere umano ordinario sia sostituito dal Qi di un essere umano autentico.

Numerosi praticanti anziani di Xíngyìquán quando parlano di questo stile sottolineano questo punto, cioè che la chiave dello Xíngyìquán è la trasformazione del Qi. Lo Xíngyìquán è comunque uno stile molto duro e la maggior parte dei praticanti contemporanei lo descrivono come una tecnica offensiva molto potente. Il Tàijíquán d’altra parte è uno stile morbido, quindi sembra che Tàijíquán e Xíngyìquán abbiano poco a che fare l’uno con l’altro: tuttavia se andiamo a cercare più indietro (almeno tre o quattro generazioni fa) quello che troviamo è che Tàijí, Xíngyì e Bāguā sono tutti e tre considerati stili interni. Il Tàijíquán è classificato come morbido, lo Xíngyìquán come duro e il Bāguā come unione di duro e morbido. In tutti e tre gli stili inoltre si parla della trasformazione del Qi anche se in misura diversa: di meno nel Bāguā, di più nel Tàijíquán e ancora di più nello Xíngyìquán. Sono quindi partito da questi ultimi due stili per elaborare il metodo che stiamo studiando. Quando pratichiamo il rilassamento della vita andiamo ad agire a livello marziale, interno e a lavorare sul Qi, i contenuti fondamentali della pratica anche in passato. In questo senso, è necessario elaborarli in maniera ancora più accurata. Lo Xíngyìquán, secondo quanto detto dalla maggioranza dei praticanti delle generazioni passate contempla tre livelli di pratica: mostrare la forza, nascondere la forza, trasformare la forza. In tutti e tre i livelli di abilità il rilassamento della vita è cruciale.


II.

1. Breve illustrazione del contenuto del metodo di rilassamento da seduti con le gambe distese

Definizione del metodo di rilassamento da seduti con le gambe distese:

Il primo stadio della pratica è raccogliere il Qi nel mìngmén, allenare il jīng per trasformarlo in Qi. Il secondo stadio della pratica prevede che il Qi esca da mìngmén per allenare l’apertura e la chiusura delle membrane. Nel terzo stadio della pratica il Qi torna agli organi interni, per allenare lo hunyuán Qi vero degli organi.

2. Funzionamento e caratteristiche del metodo di rilassamento da seduti con le gambe distese

La funzione principale del metodo di rilassamento da seduti con le gambe distese è rilassare la vita (la seconda, la terza, la quarta e la quinta vertebra lombare e il punto di contatto tra la quinta vertebra lombare e l’osso sacro devono tutti aprirsi e ammorbidirsi). In secondo luogo può allentare le tensioni nel bacino, nelle anche e nelle cosce. In questa sede approfondiamo il rilassamento della vita.

3. Il significato di rilassare la vita

Le vertebre lombari, i legamenti e i muscoli laterali alla colonna si allentano e per questo la naturale curvatura della zona della vita cambia progressivamente. Il risultato è che quando ci si trova in posizione eretta le lombari sono distese e sporgono leggermente arrotondate all’indietro, mentre da seduti la vita è distesa e un po’ piegata in avanti. La distensione delle lombari in questo caso non è sinonimo di rigidità perché è dovuta alla trazione continua delle vertebre in alto e in basso, come se tutte le vertebre fossero delicatamente sovrapposte, come una collana di perle.

II. Semplice verifica dello stato di rilassamento (della) lombare

Dalla posizione eretta si dovrebbe essere in grado di far sporgere le lombari all’indietro e richiamarle in avanti seguendo il respiro. Indicazioni pratiche: in piedi naturalmente dritti, durante l’inspirazione ombelico e mìngmén spingono contemporaneamente verso l’esterno, più vanno indietro meglio è, durante l’espirazione ritorna alla posizione iniziale.

III. Importanza del rilassamento della vita

La vita è all’esterno dei reni, nei reni è custodito il Qi originario generato dalla trasformazione di yīn originario e yáng originario, che attraverso Qihǎi nutre tutto il corpo. La vita inoltre è un importante pilastro di sostegno del corpo, per questo considerata molto importante nella pratica. Rilassare la vita rende agile ed elastica questa parte del corpo.

E’ necessario essere capaci di ruotarla non solo in senso orizzontale ma anche in verticale e in rotazioni complesse che uniscono i due piani. Questo da un lato rafforza le funzioni dei reni, rendendo il Qi originario abbondante, quello che gli antichi chiamavano: “la sorgente della vita è nelle reni“, dall’altro migliora la circolazione del Qi e del sangue garantendo un equilibrio ottimale di tutte le funzioni vitali, come dicevano gli antichi: “ la forza nasce dai piedi, è gestita dalla vita e prende forma nei quattro arti” e ancora “la forza nasce dai reni”, se la vita non è rilassata non è possibile raggiungere questo livello.


III.

“La sorgente della vita è nelle reni”: questa frase è il punto chiave della “Canzone delle tredici figure”. L’espressione yāo xì indica sia gli spazi tra le vertebre lombari che il punto mìngmén, tra la seconda e la terza vertebra lombare. Tra i due reni, davanti a mìngmén, si trova la sorgente dello yuánQi (Qi originario), la sede del Qi prenatale chiamata Hùnyuán shénshì. Il Qi postnatale e prenatale si mescolano e si trasformano in questo luogo, dando origine al Qi di tutto il corpo.

Nel Xìngmìng xuéshuō, xìng indica la mente, mìng invece indica il Qi. Che cosa significa allora che la sorgente della vita è nelle reni? La chiave per comprendere il senso di quest’espressione è nel carattere zài (stare, trovarsi, esistere). Il luogo di origine del Qi e della coscienza negli esseri umani si trova tra le lombari ed è mìngmén, quando si pratica il tàijíquán yì (intenzione) e Qi escono da lì. Questo non vuol dire pensare a mìngmén, ma che l’intenzione e il Qi partono da mìngmén. Ma se yìshí (la coscienza) si trova nel cervello, com’è possibile che arrivi fino a laggiù? Questo va allenato. Per prima cosa si porta l’attenzione a mìngmén, concentrando lì la mente, l’intenzione, il Qi e la forma: quando si sono concentrati a sufficienza, allora possono esplodere raggiungendo tutto il resto del corpo da mìngmén.

Continuando diligentemente a portare l’attenzione sulla zona di mìngmén, alla fine l’intenzione si troverà (zài) lì. Mìngmén rappresenta uno dei cinque archi del corpo, l’arco centrale della schiena. Il Qi del dāntián si connette con i quattro arti attraverso l’arco della spina dorsale, e così muove tutto il corpo a partire da mìngmén. Questo è il senso dell’allenamento olistico dell’integrità del corpo, ed è necessario partire dalla pratica del rilassamento della vita per realizzarlo.


IV.

Quando si rilassa la vita è necessario aprire mìngmén, in modo che diventi possibile muoverlo avanti e indietro e raccogliere da lì il Qi all’interno (coordinando con la contrazione dell’addome). Il mesenterio nell’intestino tenue contiene molto Qi estratto dagli alimenti: contraendo l’addome il Qi postnatale degli alimenti e il campo di Qi prenatale della Hùnyuán shénshì (sede del Qi prenatale) si fondono in un Qi che contiene l’informazione vitale di tutto il corpo.

Rilassando la vita il Qi si raccoglie dentro la spina dorsale a rafforzare le funzioni dei nervi spinali (nervi sensoriali e nervi motori), rendendo possibile alla spina dorsale non solo il movimento in avanti e indietro ma anche quello di rotazione. Dunque possiamo affermare che il rilassamento della vita ha veramente la funzione di rafforzare il Qi di tutto il corpo.

Nella pratica del Tàijíquán la vita è il perno fondamentale, ma la maggior parte dei praticanti è in grado solamente di muoverla ruotando in orizzontale come una macina. E’ necessario comprendere che se la vita è il perno centrale dei movimenti deve essere rilassata e aperta. Dopo che la zona lombare è aperta, le vertebre lombari e l’intera spina dorsale possono ruotare articolando ogni sezione. Quando si inizia a lavorare in questo modo, con le spalle, i gomiti e i polsi rilassati basta muovere la vita perché gli arti si muovano. Una volta sollevate le braccia il corpo ruota e le braccia ruotano di conseguenza, come una frusta che schiocca guidata dal movimento dell’impugnatura. Questo è il senso di muovere a partire dalla vita.

Se la vita è rilassata, le trasformazioni del Qi sono molto veloci e la qualità del corpo migliora rapidamente; non sarà poi solo la spina dorsale ad aprirsi, ma anche i muscoli di lato alla colonna, i lombi e gli spazi tra le varie vertebre lombari e tra di esse e l’osso sacro. In questo modo tutta la muscolatura della schiena, i tendini e i legamenti si apriranno fondendosi come il ghiaccio che si scioglie. Dopo che la vita è rilassata la pratica del Tàijíquán non è più un mero movimento meccanico ma diventa possibile gestire la spinta dell’avversario tramite le contrazioni dell’addome che innescano le rotazioni della vita: in questo modo se veniamo spinti cambiamo la direzione della spinta tramite l’assorbimento e la rotazione della vita, se l’avversario non ci spinge con forza ritraiamo le braccia e comunque si trova sempre sbilanciato. Questo si chiama attirare nel vuoto.


V.

I punti salienti del metodo di rilassamento seduti con le gambe distese per il rilassamento della vita. Rilassare la vita è un esercizio fondamentale nel Tàijíquán e costituisce anche il contenuto basilare della pratica stessa. Il Tàijíquán in ogni suo aspetto attribuisce grande importanza alla vita e trascendendo la Via marziale diventa una Via per l’immortalità. Il metodo di rilassamento seduti con le gambe distese approfondisce ulteriormente la pratica del rilassamento della vita: si tratta di un metodo di pratica che procede dal livello di gōng verso il livello di dào (indicati da Pang Ming come i due livelli di pratica successivi a quello iniziale della tecnica), la base più importante su cui costruire la propria abilità. Allenando questo si verificheranno mutamenti sia nella forma esterna del corpo che nel Qi all’interno.

Il metodo di rilassamento seduti con le gambe distese risolve il problema del “Qi che aderisce alla spina dorsale”

La Canzone dell’unione del cuore dice che ci sono 33 soldati, di cui la vita è il primo generale, il collo il secondo e il cuore il terzo. Il dāntián è il primo ausiliario, le mani il secondo e i piedi il terzo. Primo secondo e terzo qui si riferiscono agli stadi della pratica. Nel primo stadio è necessario rendere la vita il comandante, utilizzando il dāntián per coadiuvare la vita: così facendo il Qi si raccoglie nella zona lombare, il soldato e il comandante si riuniscono. La Canzone dell’unione del cuore afferma che la colonna lombare è il primo comandante, ma q

uando pratichiamo è innanzitutto la mente a guidare. In realtà non c’è contraddizione tra queste due.

Il Trattato sulla connessione del corpo spiega: “In primo luogo è necessario calmare mente, lasciandola naturalmente vivace in ogni momento; in secondo luogo bisogna far circolare il Qi in tutto il corpo, senza sosta e senza ostacoli; in terzo luogo il collo e la testa devono rimanere eretti come a svettare su tutto quello che c’è. Aderendo a questi tre principi tutto sarà connesso, all’esterno e all’interno, dal grande al piccolo.”

Il primo requisito è la quiete della mente, una volta che la mente è calma può comandare il corpo. Questo significa che la mente è il primo comandante. Questi due testi illustrano chiaramente l’ordine in cui si susseguono i vari stadi della pratica. Dal punto di vista dell’olismo del corpo, la mente deve guidarlo e per assolvere al suo compito deve essere calma e concentrata. In che modo la mente guida il corpo? Quando l’intenzione si muove, il corpo si muove. Per realizzare ciò è tuttavia necessario seguire un processo, poiché la mente non è immediatamente capace di comandare il corpo. Facciamo questo tipo di esperienza nella vita quotidiana: pensiamo di muovere la mano e la mano si muove. Quello che non sperimentiamo coscientemente è come si muove l’interno del corpo, di conseguenza si tratta di un movimento che non è guidato dalla coscienza. Per arrivare a realizzare un movimento guidato dalla coscienza è necessario praticare. In che modo? All’inizio la mente non sarà in grado di guidare il corpo, quindi il comando passa alla zona lombare. I versi sopracitati descrivono la vita come primo comandante e il dāntián come ausiliario. In questo caso “primo comandante” non va inteso nel senso di più importante, ma nel senso di primo gradino di allenamento. Quando la vita comanda il corpo il Qi scorre, per questo è necessario connettere la vita e il Qi portandolo ad affondare nel dāntián.





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